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Febbraio 2008

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Archivio Febbraio 2008
(20/02/2008 - 09:55)

Iridina e il mare

di aishar

C'era una volta un raggio di sole che era innamorato di una goccia di pioggia. Un pomeriggio d'estate il cielo si oscurò e il sole fu costretto a rimanere nascosto dietro una nuvola.La pioggia cominciò a scendere, goccia dopo goccia.
Il raggio di sole, riconoscendo la goccia di cui era innamorato, decise di uscire allo scoperto e di manifestarle il suo amore.
Allora, la luce e la goccia si abbracciarono e dal loro incontro nacque
un meraviglioso arcobaleno chiamato Iridina.
Tutte le creature ammiravano quel fascio di strisce colorate e si complimentavano con il cielo che, avendola creata,non poteva essere obiettivo con lei e non poteva giudicare la sua bellezza.
Anche Iridina era curiosa di vedersi e di conoscere la propria immagine ma non aveva uno specchio e non sapeva come guardarsi.
Non vedeva i suoi sette colori così come si mostravano nel cielo, uno accanto all'altro, e non riusciva a capire di che colore fosse veramente la sua anima.
I sette colori si tenevano per mano ma spesso litigavano tra di loro per cercare di convincere Iridina: "Sono io che ti rendo così bella, Iridino- esclamò l'indaco-quindi la tua anima deve per forza avere il mio colore".
"No, ti sbagli , sono io che coloro la tua immagine"- ribadì l'arancione.
"Ma cosa state dicendo-gridò il rosso-sono io il colore più vivace".
E così gli altri colori.
Iridina si stancò e volle sapere con certezza qual era il colore della sua anima.
Lei amava l'indaco ed era convinta che la sua anima fosse di quel colore ma senza uno specchio non poteva averne certezza.
Allora, decise di andare in giro per il mondo alla ricerca della sua vera identità finché un giorno incontrò un'onda del mare: "Iridina, cosa cerchi?".
Rispose l'arcobaleno: "Non riesco a capire chi sono e come sono. Non ho uno specchio e non posso vedermi".
Allora il mare rispose : " A cosa ti serve uno specchio?Non hai già deciso tu chi sei?
Anche se tu avessi uno specchio vedresti solo la parte di te che vuoi vedere ma il resto rimarrebbe nascosto ai tuoi occhi. Così se sei convinta che il colore della tua anima sia l'indaco, vedrai la tua immagine di quel colore, se invece sei convinta che la tua anima sia arancione la vedrai così".
"Come posso fare, allora, per capire come sono veramente?"-disse Iridina, sconsolata.
Il mare le suggerì: "Noi siamo lo specchio degli altri e gli altri sono il nostro specchio. L'importante è guardare e lasciarsi guardare. E' da questo sguardo reciproco che ognuno di noi si arricchisce. Lasciati guardare e vedrai come ti vedono gli altri".

Domandò Iridina: "E se mi accorgessi che la mia anima non ha il colore indaco? O se scoprissi che non ha un solo colore?E se non mi piacessi così come veramente sono?".
Il mare la rassicurò: "Non bisogna mai temere di mostrarsi agli altri così come siamo, con le nostre debolezze e le nostre paure. Specchiati pure negli altri e parla e chiedi ma lasciali anche parlare e rispondere. Accetta o rifiuta quello che hanno da dirti ma lascia che esprimano le loro opinioni.Incontrati o scontrati se è necessario ma rispetta sempre i pensieri che non sono uguali ai tuoi".
Il mare la mise alla prova e la invitò a specchiarsi in lui.
Iridina si specchio nell'acqua e rimase delusa. L'onda era in movimento e l'immagine dell'arcobaleno riflessa in quell'acqua appariva deformata.
No, non sono così- si allarmò Iridina.
Allora il mare la rimproverò:"Non ti ho forse detto di accettare e rispettare i punti di vista degli altri?
E poi,io non ho affermato che sei così .Ti ho fatto vedere come tu appari ai miei occhi. Io sono in movimento e vedo la tua immagine contorta. Se ti specchi in me quando non sono agitato ti vedrò diversamente. Controlla pure".
Allora il mare chiese al vento di calmarsi per un istante.
Iridina si specchio di nuovo nell'acqua e per riflesso guardò meglio se stessa : al posto di quell'immagine deformata vide un meraviglioso arcobaleno e scoprì che la sua anima aveva sette colori diversi.

A volte, bisogna avere il coraggio di specchiarsi negli altri con il rischio o la piacevole sorpresa di scoprire colori o forme che non avevamo visto prima o che non sapevamo di avere.


(14/02/2008 - 11:18)

Amare una persona è...

di aishar




Averla senza possederla.
Dare il meglio di sé
senza pensare di ricevere.
Voler stare spesso con lei,
ma senza essere mossi dal bisogno
di alleviare la propria solitudine.
Temere di perderla,
ma senza essere gelosi.
Aver bisogno di lei,
ma senza dipendere.
Aiutarla, ma senza aspettarsi gratitudine.
Essere legati a lei,
pur essendo liberi.
Essere un tutt'uno con lei,
pur essendo se stessi.
Ma per riuscire in tutto ciò,
la cosa più importante da fare è...
accettarla così com'è,
senza pretendere che sia come si vorrebbe.






San Valentino o Giorno di Valentino è una festa che si svolge il 14 Febbraio. E' il tradizionale giorno in cui gli innamorati esprimono il loro amore l'uno per l'altra, regalando biglietti di San Valentino e/o cioccolatini. Usanza più comune è quella di regalare fiori. La festività è stata chiamata così in onore di 2 martiri cristiani. Il giorno ha cominciato ad essere conosciuto come la Festa degli Innamori in seguito al tentativo della Chiesa cattolica di porre termine ad un popolare rito pagano (per la fertilità).
Fin dal quarto secolo A. C. i romani pagani rendevano omaggio, con un singolare rito annuale, al dio Lupercus. I nomi delle donne e degli uomini che adoravano questo Dio venivano messi in un'urna e opportunamente mischiati. Quindi un fanciullo sceglieva casualmente alcune coppie che per un intero anno avrebbero vissuto in intimità affinchè il rito della fertilità fosse concluso. L'anno successivo sarebbe poi ricominciato nuovamente con altre coppie.
Determinati a metter fine a questa primordiale vecchia pratica, i padri precursori della Chiesa hanno cercato un santo "degli innamorati" per sostituire il deleterio Lupercus. Così trovarono un candidato probabile in Valentina, un vescovo che era stato martirizzato circa duecento anni prima.

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